Il pescatore, che non si chiama Dario o Darab ma semplicemente Tedros, perchè così vuole la storia, decide di avvicinarsi a quella fanciulla immobile. Tra il serio e l'ironico si esibisce in un profondo inchino e le dice allegramente:"Signora, io ho fame. Mi sembra di non aver mangiato da quando sono nato o giù di lì. Che ne dici se uniamo le nostre forze e ci procuriamo qualcosa da mettere sotto i denti?" Per un attimo Taherè lo guarda senza capire, il suo pensiero è ancora con il padre, che non vedrà più, e con la madre che non ha mai visto. Ma Taherè, anche se ancora non lo sa, non è la protagonista di una storia: lei è, anzi diventerà una tessitrice di storie e sta già imparando che le storie sono ovunque. Anche nelle smorfie di un buffo pescatore dagli occhi neri. Per cui tende la mano a Tedros e insieme se ne vanno per l'isola, tra la folta vegetazione di mangrovie e la sabbia corallina, che il sole colora di rosso e d'oro. Raccolgono piccoli legni, per accendere il fuoco, e un ramo, alla cui estremità legano una cordicella; siedono vicini sul molo fino a che abbocca una preda. Alle loro spalle il piccolo sacrario dedicato a Shaik Seyyed, dove i pescatori di perle trovano riparo nelle ore calde del giorno.Tedros è esperto, il fuoco è pronto in un attimo e come per magia appare anche una fiasca d'acqua. Sono talmente lontani da ogni parte del mondo, che a Taherè sembra naturale, dopo avere mangiato, prendere il manoscritto e mostrarlo a Tedros. Lui non le ha chiesto nulla, fino a quel momento, nemmeno il nome. Si è limitato a guardarla di sottecchi e a sorridere felice nel vederla sorridere.
"Io mi chiamo Taherè e ho un problema".
"Benvenuta nell'Isola Verde. Io mi chiamo Tedros, almeno credo, perché tutti mi chiamano così. Qual è il tuo problema?"
"Questo - gli mostra il manoscritto - devo leggerlo, so che devo farlo, ma ho paura".
"Anch'io avrei paura a dovere leggere tutte quelle parole!"
"Non volevo dire questo: a me piace leggere, mio padre mi ha sempre dato tantissimi libri. Leggere mi piace tanto quanto mi piaceva ascoltare le storie che lui raccontava".
"Perché dici così, è morto?"
"Si, ed è proprio questo il problema: prima di morire mi ha consegnato questo manoscritto che è una specie di lunga lettera scritta per me da mia madre. Io non l'ho mai conosciuta, sai? Si chiamava Humay, se n'è andata due giorni dopo la mia nascita e io ora ho paura di leggere quello che ha scritto".
Come sempre accade in questa parte del mondo, il sole è tramontato all'improvviso. La luna non è ancora sorta, per cui Tedros non può leggere nulla sul volto di Taherè. Ha sempre dovuto affrontare problemi molto diversi, lui, le parole di lei gli fanno intravvedere mondi e vite che non riesce nemmeno ad immaginare e sul momento non sa cosa fare. Le prende una mano e la stringe forte, poi se ne vergogna e la lascia andare. L'unica voce che rompe il silenzio è lo scalpiccio dei ragazzi che si preparano per tuffarsi a caccia di perle. Aspettano solo che si alzi la luna.
Questione di attimi e una luce fredda e precisa ha già illuminato il mare, la sabbia, le mangrovie, i muri di madrepora, il molo, il volto teso di Taherè.
E le idee di Tedros, che vuole ad ogni costo far sorridere ancora quegli occhi, perché occhi così verdi non ne ha visti mai: "C'è solo una cosa da fare", afferma deciso. Taherè lo fissa in silenzio.
"Semplice - prosegue lui ritrovando tutte le sue arie da saltimbanco - tu cominci a leggere, io ti tengo stretta vicino a me e non ti lascio fino a che non avrai terminato, così nulla ti potrà far paura...Se tu mi permetti di abbracciarti, naturalmente!" Lo sguardo interdetto di Taherè si scioglie in un accenno di sorriso. Sussurra: "Grazie". Poi si fa più vicina al suo compagno, che le passa un braccio dietro alle spalle, e apre lo scartafaccio di fogli che tiene in grembo.
Comincia a leggere, le trema la voce ma sappiamo che andrà fino in fondo: "Figlia mia, se avessi saputo che eri femmina, non ti avrei mai abbandonata. Se l'avessi saputo, e fossi rimasta con tuo padre e con te, noi tre insieme saremmo forse riusciti a sconfiggere la maledizione che colpisce tutte le Humay...(continua)



